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Non si può non rimanere basiti di fronte a quanto sta accadendo sotto i nostri occhi, è in preparazione una nuova guerra, o per meglio dire: sta per avere inizio una ulteriore fase di una guerra iniziata circa 1000 anni fa con la prima Crociata.

A quel tempo il mondo islamico era già divenuto una realtà tangibile in tutta la sua potenza, conoscenza e creatività e l’idea di andargli a rompere le scatole a Gerusalemme, provocando una strage di 40.000 persone, storicamente possiamo dire che non è stata una buona idea.

Incredibile da credere, ma la Storia agisce su tempi insospettabili e inconcepibili per le nostre brevi esistenze, ma acuisce il ricordo delle violenze subite ogni volta che si rinnovano, come si sono di fatto rinnovate attraverso la politica coloniale, l’usurpazione di culture e territori, la riduzione in schiavitù e gli esodi forzati, la spoliazione delle ricchezze naturali, la creazione di Stati nuovi dopo la seconda guerra mondiale, la fondazione dello Stato di Israele a discapito di milioni di palestinesi e tutti i conseguenti effetti collaterali che queste vicende hanno causato e i cui risultati stiamo subendo ai nostri giorni, dalla comparsa misteriosa e repentina dell’ISIS, alla meraviglia per la sua potenzialità ed espansione, fino agli atti terroristici a cui stiamo assistendo.

Una convinzione radicata negli anni ’60 e ’70 era che l’erba aprisse la mente, l’erba, solo l’erba e le altre sostanze che naturalmente agivano (ed agiscono) sulla psiche umana. Prima dell’avvento su vasta scala dell’eroina, della cocaina, delle anfetamine e di tutte le porcherie chimiche si fumava e si parlava, si parlava e si fumava e in tutto quel parlare e fumare alla fine una gran risata poteva chiudere un confronto sulle religioni, perché a tutti sarebbe parso ineluttabilmente folle la pretesa di asserire verità e assecondare il martirio per accedere al beato ascolto di cori di cherubini o per godere dei piaceri sessuali di 72 vergini!

Noi “drogati” fumavamo, ma loro “sani” erano a nostro avviso preda di allucinazioni che neanche il miglior peyote avrebbe potuto dare, e la tossicità delle loro visioni era per noi fonte di scherno ma anche di preoccupazione, perché la follia non può che generare follia, in nome della patria, di dio o della razza.

Ma che succede al popolo islamico che proprio grazie all’uso di cannabis era, fino a pochi decenni fa, tra i popoli più pacifici ed ospitali della Terra?

Abbiamo una grande millenaria tradizione culturale che lega le popolazioni arabe all’uso di derivati della cannabis, ma a parte il mistico uso fatto dai Sufi e quello rituale praticato dagli Hashishin, quello che sappiamo è che quell’uso diffuso normalmente nelle popolazioni, non ha mai provocato rigurgiti di rancore, voglia di vendette o pianificazioni di attacchi all’occidente e chi in quegli anni ha avuto la possibilità di viaggiare attraverso la Turchia, l’Iran, fino all’Afghanistan poteva solo incontrare volti sorridenti, curiosi, che non esitavano un attimo ad offrirti le loro pipe.

Oggi ripercorrendo lo stesso tragitto nessuno si sognerebbe di offrirti da fumare, perché la diffidenza e l’ostilità coltivate in tutti questi secoli, sono arrivate ad un punto di saturazione e anche negli stati islamici, dove un sorriso ed una pipa ti accoglievano, oggi è proibito o molto limitato poter consumare cannabis (escludendo l’Iran dove è liberalizzata), perchè come proclama l’ISIS, “è colpevole di allontanare la mente dei musulmani dal volere di Allah” http://www.dolcevitaonline.it/lisis-in-siria-brucia-anche-la-marijuana-allontana-il-popolo-dal-volere-di-allah/

Giovanardi direbbe che allontana l’anima da Dio e …che ancora oggi vengano utilizzati Dio e Allah per giustificare comportamenti fascisti, se non addirittura massacri e distruzioni, a noi ci deprime, ci sconforta e ci addolora, perché si allontana sempre più la speranza di una possibile apertura mentale a livello universale, ma per fortuna, noi che fumiamo cannabis e che abbiamo solo un po’ di buchi nel cervello che ci proteggono dai fanatismi, possiamo continuare a resistere a tutte le follie di chi invece ha un enorme abisso nel cervello, provocando dolore, morte e terrore in nome delle “sacre favole”, dalle Crociate a Charlie Hebdo!

Giancarlo Cecconi

Una piccola ma importante curiosità che non tutti forse sanno, ma che serve per riflettere sulla consistenza delle religioni:
Fu l’arcangelo Gabriele a comunicare a Maria la venuta del Messia spaccando la comunità ebraica e fu lo stesso arcangelo, 600 anni dopo in piena strategia del “divide et impera”, a rivelare a Maometto una seconda “lieta novella” che diverrà antagonista del mondo cristiano …a voi le conclusioni!

Abbiamo diverse volte segnalato quello che sembra essere diventato un problema serio e cioè gli inspiegabili blitz delle FF.OO. nelle scuole, con la scusa di prevenire lo spaccio che in realtà si risolvono sempre nel “segnalare qualche studente se ritrovato in possesso di droghe” e che troppo spesso viene addirittura “denunciato e arrestato per spaccio” solo per qualche grammo di cannabis:

http://droghe.aduc.it/notizia/studente+arrestato+nella+propria+scuola+mentre_129005.php

http://droghe.aduc.it/notizia/cani+antidroga+scuole+chieti+tre+studenti+marijuana_129011.php

A chi può sfuggire che ci sia qualcosa di strano, se i nostri politici non si preoccupano di sollevare il dott. Serpelloni dal suo ruolo?

A noi sembra che ci sia un’autonomia eccessiva di decisionalità, indipendentemente da come si è pronunciata la Corte Costituzionale e ci sembra che ci sia anche qualcosa di illecito nella conseguenzialità delle decisioni prese da un ente apolitico , come dovrebbe essere il DPA e che invece attua e promuove politiche proprie, come sono appunto i blitz nelle scuole da esso voluti, più volte esaltati e sponsorizzati, nonché selvaggiamente applicati:

http://droghe.aduc.it/notizia/azioni+antidroga+polizia+scuola+bologna+protestano_129010.php

Al link sopra riportato leggiamo la notizia di alcuni studenti dell’istituto omnicomprensivo di Vimercate (MB) che hanno iniziato, per fortuna, a sentire schiacciati i loro diritti basilari e si sono stancati di questi accordi tra il DPA, le FF.OO. e i direttori degli Istituti che autorizzano i blitz, cominciano a rendersi conto che anziché arrestare e perseguire i criminali veri e fare dei veri sequestri, le FF.OO. perdono tempo facendo irruzione negli istituti scolastici per qualche spinello, rovinando, spesso e non volentieri, la vita a molti adolescenti.

La lotta al proibizionismo imperante non è una lotta di classe, è una battaglia trasversale, per la difesa dei diritti umani fondamentali, una lotta di tutti per la libertà e per l’autodeterminazione.

I nostri studenti sono stanchi e dalle loro scuole hanno cominciato a protestare perché vorrebbero continuare a frequentarle serenamente, considerandole come importanti istituti di educazione e formazione e non come le “reti da pesca” che sono diventate, piene di insidie e pericoli, a causa dei loschi affari di sistema.

Altro discorso vale per le politiche di prevenzione, delle quali siamo sostenitori, i ragazzi vanno informati e va scongiurato un loro approccio a tutti i tipi di sostanze nell’età della crescita, a partire dal fumo di tabacco, passando per l’alcol, fino ad arrivare ovviamente agli stupefacenti, ma la vera prevenzione non ha nulla a che fare con i blitz voluti dal DPA.

Veniamo a scuola per studiare e non per essere perquisiti” fanno sapere gli studenti. Ci stringiamo idealmente ed esprimiamo la massima solidarietà a questi ragazzi che hanno avuto finalmente il coraggio di ribellarsi e di gridare quello che noi da tempo denunciamo, in difesa della libertà e contro queste forme di proibizionismo becero e persecutorio.

Facciamo quindi un appello a tutti gli studenti, affinché come quelli di Vimercate, trovino il coraggio di chiedere ai propri dirigenti scolastici di rivalutare e rifiutare gli accordi sottoscritti con il DPA e con le FF.OO. dai loro dirigenti d’Istituto e di chiedere la cessazione immediata degli ormai continui blitz nelle scuole.

Basta proibizionismo – Basta Serpelloni

Firma per chiedere le sue dimissioni:

https://www.change.org/it/petizioni/firma-la-petizione-ascia-per-chiedere-le-dimissioni-di-giovanni-serpelloni-capo-del-dipartimento-politiche-antidroga

Giovanni Musumeci – ASCIA


Pubblichiamo il comunicato di “Studenti Medi Autorganizzati Bologna”, ai quali va tutta la solidarietà di ASCIA

SIAMO COMPLICI DI CHIARA e SAVERIO!!

Dentro alle nostre scuole non vogliamo cani e polizia..

https://www.facebook.com/studentimedi.autorganizzati.5

Scriviamo oggi queste righe per denunciare un fatto accaduto ieri.

L’ultimo di una lunga serie.

Ancora una volta, dentro alle nostre scuole, è stato messo in atto il solito meccanismo di controllo e di repressione che nulla ci insegna se non a chinare il capo.

Le vittime questa volta sono state una ragazza ed un ragazzo dell’ISART, portati fuori dalle loro classi con la forza da degli agenti.

Noi come Studenti Medi Autorganizzati ci opponiamo a questo tipo di atteggiamento repressivo.

Come abbiamo sottolineato altre volte noi crediamo che la scuola DEBBA essere un luogo libero, di socialità, di formazione e di confronto fra pari. Dove se c’è un problema lo si affronta insieme ad insegnanti e genitori, prima informandoci e poi confrontandoci.

Gente in divisa e cani antidroga poco hanno a che fare con NOI e i NOSTRI problemi. Noi crediamo in una socialità diversa e pretendiamo di poter prendere parola, come studenti e giovani cittadini, su temi che ci riguardano in prima persona.

Non vogliamo lasciare le nostre vite in mano a persone che applicano “leggi illegali” come la FINI-GIOVANARDI rovinando le nostre vite per due spinelli in tasca quando va bene, perchè quando va male abbiamo visto anche gente morire dentro alle questure poichè qualcuno doveva impartire loro una lezione.

Siamo delle teste pensanti e per questo se c’è un problema preferiamo risolverlo alla radice, ma per farlo bisogna che ognuno faccia il proprio mestiere. Ad esempio, se presidi e insegnanti temono che la droga dilaghi nelle scuole allora sarà il caso di organizzare degli incontri di formazione riguardo ad uso e abuso di sostanze. Incontri fatti con chi della materia se ne intende e non con qualche poliziotto ignorante che ripete a mò di pappagallo risultati di studi fittizi condotti da Mr. Serpelloni & CO.

Studi secondo i quali chi fuma una canna ha i buchi nel cervello e arriverà entro breve tempo a consumare eroina.

Noi incontri di questo tipo ne abbiamo già fatti in autonomia, anche all’ISART, durante le occupazioni di questo autunno.

E’ in questo modo che si affrontano i problemi, non stigmatizzando e criminalizzando i giovanissimi per due canne in tasca.

Sabato siamo stati a Roma proprio per dire questo. Per dire che:

- Non siamo più disposti a pagare con le nostre vite e con i nostri diritti il prezzo di leggi finalizzate a rafforzare il miliardario monopolio del commercio delle narcomafie.

- Non siamo più disposti a veder riempire le galere di consumatori, che diventano secondo il teorema “punisci e correggi”, prima criminali e poi malati.

- Non siamo più disposti a lasciare morire persone nelle carceri

Crediamo che, come sta già avvenendo in altre parti del mondo (USA, Uruguay e non solo), sia arrivato il momento di spingere verso la completa depenalizzazione dell’ uso personale di cannabis e dalla sua autoproduzione.

Detto questo, tutta la nostra solidarietà va a CHIARA e SAVERIO ai quali ci sentiamo di dire che siamo loro complici.

Per questo vogliamo dire con forza che già da questa settimana saremo dentro e fuori le scuole della nostra città a proporre iniziative atte a impedire che fatti come questi si ripetano.

Per chi volesse prendere parte alle nostre assemblee potete trovarci tutti i Venerdì alle 15:00 in Via Orfeo, 46 nell’ex caserma Masini.

Da quell’assemblea, insieme a tutte e tutti voi, vogliamo continuare a costruire un modo nuovo e più “sano” di vivere le nostre scuole e la nostra città.

Con questa operazione Anonymous vuole esprimere la sua più totale solidarietà alle persone che oggi manifestano a Roma per la legalizzazione della cannabis e per la fine della persecuzione poliziesca contro i consumatori e/o produttori di Tetra-Idro-Cannabinolo. Rivendichiamo il diritto di ogni individuo di produrre marijuana e consumarla per scopo ludico su modello di quanto avviene nei Paesi Bassi ed in Uruguay, Corea del Nord e parte degli USA“.

Sono queste le parole con cui il gruppo di hackers, ha aderito, anche con un comunicato, alla “causa dell’antiproibizionismo”.

Ecco cosa ci fa sapere il gruppo di hacker più famoso del mondo dopo aver hackerato il sito web del Ministero della Sanità e del DPA nonché l’indirizzo e-mail dello stesso Serpelloni e da qualche indiscrezione sembra anche il suo telefono cellulare…?!

http://www.parolibero.it/cronaca-mnu-sidebar/cat-cronaca/anonymous-dalla-parte-dell-antiproibizionismo-10-02-14-donati.html

Succede il 7 di Febbraio, esattamente il giorno prima del corteo a sostegno dell’illeggittimità della legge Fini-Giovanardi. Anonymous hackera l’e-mail di Serpelloni, quella stessa mail dove ad ogni sottoscrizione della petizione ASCIA vengono recapitati i “perchè secondo te Serpelloni dovrebbe dimettersi“, quella petizione che vorremmo portare di persona al DPA e consegnare nelle mani del dottore, corredata di tutti i vostri commenti.

E proprio dal sito “change.org” che ospita la nostra petizione Anonymous ha lasciato la sua impronta e il dott. Serpelloni risponde: “Non posso che essere d’accordo con voi. Mi dimetterò e lotterò per la legalizzazione della marjuana!

#FreeCannabis #8Febbraio #AnonymousItaly #Rome #Legalizziamola #FreeWeed”

Ci fa davvero molto piacere trovare l’interesse di Anonymous per la nostra causa e averli avuti di passaggio sulla petizione che lanciammo mesi fa.
Abbiamo sempre sostenuto che la battaglia antiproibizionista è composta da tanti guerrieri con una freccia sola, e ogni volta che una di queste colpisce il bersaglio, non possiamo che esserne contenti.

Sembra quindi che anche l’attuale catastrofico capo del DPA concordi con la nostra petizione :) e speriamo lasci il suo posto il prima possibile!

Noi vi invitiamo a continuare a firmare
https://www.change.org/it/petizioni/firma-la-petizione-ascia-per-chiedere-le-dimissioni-di-giovanni-serpelloni-capo-del-dipartimento-politiche-antidroga

Direttivo ASCIA

Di fronte a certe testimonianze di ottusità irreversibile non riusciamo più a capire se è meglio ridere o piangere!

Consigliamo a tutti coloro che non hanno avuto modo di assistere alla trasmissione “Porta a Porta” di andare a vedere le incredibili affermazioni del senatore Giovanardi: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/01/26/giovanardi-mia-figlia-era-fidanzata-con-rasta-forse-gay-e-io-sono-finito-in-ospedale/262611/

Giovanardi ha raccontato di quella che lui ritiene una disavventura familiare, una confessione fatta dalla figlia qualche anno fa, che gli ha procurato uno svenimento repentino e una corsa al Pronto Soccorso, uno choc di tale impatto devastante da cui molto probabilmente, vista la sua intolleranza nei confronti di tutto ciò e di tutti coloro che non rispecchiano la sua visione del “mondo”, non è mai riuscito a riprendersi: “Tornando da un viaggio in Sud Africa mia figlia mi disse: papà sto con un rasta, di colore e forse gay. Ma per fortuna adesso mia figlia è sposata con un’altra persona ed è mamma di figli. Quindi diciamo che, a parte lo choc, la mia storia ha avuto un lieto fine. La famiglia è una sola: con papà e mamma. In una coppia non c’è spazio per gli omosessuali

Certo non gli sarebbe potuto capitare di peggio e alla sola idea di ritrovarsi in famiglia un genero “negro”, “frocio” e “drogato” e magari con due o tre nipotini mulatti che scorrazzavano per casa, il debole e puro cuore del senatore non ha retto.

Abbiamo usato delle parole dispregiative, al posto di quelle “convenzionalmente correct” in modo intenzionale, perché sembra che siano le uniche adatte alla comprensione di Giovanardi circa la diversità tra gli individui, tant’è che lui “conoscitore del mondo” per sua stessa ammissione, solo qualche anno fa ha scoperto il significato di “Rasta” e cosa significa “essere di colore”.

Sembra di leggere una nuova sceneggiatura per un remake di “Indovina chi viene a cena?“, ma questa volta al posto del solo nero, ci mettiamo pure i disprezzati Rasta consumatori di erba e gli odiosi gay.

Stupefacente, semplicemente stupefacente, ma non tanto per quel che ha detto il senatore, quanto per il fatto che simili personaggi, reliquie di quella cultura bigotta di cui scrivevamo nei precedenti articoli (eh sì caro senatore Gentile, forse adesso potrà comprendere meglio cosa significa!) possano ancora pensare di giudicare, condannare, condizionare e opprimere la nostra vita.

Forse non è la legge che porta il suo nome a dover essere giudicata dalla Corte Costituzionale, ma dovrebbe essere proprio la sua persona, che con queste dichiarazioni palesemente razziste e discriminatorie, fa entrare in collisione il suo ruolo istituzionale con i principi della Costituzione ispirati all’uguaglianza fra le persone e al rispetto per le diversità.

Per ora continuiamo a batterci per far abrogare la sua legge, poi continueremo a batterci per abrogare anche lui!

Direttivo ASCIA

Le ultime deliranti affermazioni del senatore Gentile, ex esponente del PDL ed ora nel Nuovo Centrodestra. ”La cannabis uccide peggio ancora delle altre droghe paradossalmente perche’ distrugge i neuroni e chi la difende e’ un criminale. Siamo stanchi di subire comunicati e testimonianze di persone che esaltano le virtu’ di questa pianta che mangia letteralmente i neuroni degli adolescenti. Chiedo al capo dipartimento Giovanni Serpelloni e al ministro Lorenzin di avviare una pubblicita’ progresso che illustri i danni subiti dal cervello perche’ e’ ora di sbattere in faccia ai nostri ragazzi lo sconquasso che avviene nel loro cervello ogni qual volta si fanno una canna”. Gentile inoltre chiede ”alle Procure ed alla Dda di intensificare la repressione contro gli spacciatori di cannabis: cocaina, eroina, ecstasy sono bombe di cui si conosce la pericolosita’ mentre sulla cannabis c’e’ uno sconcertante silenzio”. http://www.asca.it/newsregioni-Droga__Gentile_28Ncd29__la_cannabis_uccide__Lorenzin_avvii_campagna-1349492-Calabria.html

Almeno una volta l’anno abbiamo l’onore di rientrare nei pensieri dell’on. Gentile, una vecchia conoscenza di cui spesso sentiamo la mancanza per le sue simpatiche affermazioni e per le sue assurde convinzioni.

Già lo scorso anno invitammo il senator Gentile (che non è il personaggio di una poesia) ad avere pudore e discrezione prima di accusare altri di essere criminali, quando il suo passato di indagato pone non pochi dubbi sulle sue qualità etiche e professionali.

Solo affermare che la canapa uccide è una falsità ideologica, un gesto esagerato di terrorismo mediatico non supportato scientificamente, visto che nessuno è mai morto per i danni direttamente provocati dalla canapa, se non quando è stata usata come corda per la forca.
Dire che lo fa addirittura peggio delle altre droghe ci appare come un’istigazione gratuita all’odio verso chi la pensa diversamente e chi ne fa uso, dichiarandolo criminale solo perché difende una pianta dalle inesauribili qualità e proprietà.

Chiaramente il senator Gentile si riferisce a noi e all’audizione che abbiamo avuto in Commissione Giustizia quando afferma: “Siamo stanchi di subire comunicati e testimonianze di persone che esaltano le virtu’ di questa pianta che mangia letteralmente i neuroni degli adolescenti“, ma il senator Gentile non può neanche immaginare quanto siamo stanchi noi delle bugie del DPA, della legge del suo compagno di partito Giovanardi e delle figure come le sue che altro di meglio non hanno da fare se non cercare tutti i modi per rovinare la vita a tutti quelli che non la pensano come loro.

Noi lo abbiamo affermato anche in Commissione, una dichiarazione che rimane agli atti e verificabile in qualsiasi momento: “Il DPA e il dott. Serpelloni praticano terrorismo psicologico, divulgano false informazioni e operano delle vere e proprie mistificazioni sulle proprietà della cannabis“, abbiamo in sintesi affermato che chi dice che la cannabis provoca la “distruzione dei neuroni” dice una menzogna, è un bugiardo che mente per tirare acqua al proprio mulino, per alimentare tutti quei circuiti che portano abbondanza alle casse delle comunità terapeutiche, alle varie Associazioni di lacché del DPA e a tutti quegli studi di ricerca che sono in realtà alle strette dipendenze, economiche e scientifiche, dello stesso DPA.

Senator Gentile, saremmo noi i criminali, che vorremmo solo che nessuno entrasse nella nostra vita privata e perseguitasse il nostro stile di vita, o siete voi, che avete tentato di far approvare una proposta per applicare sanzioni per quei Comuni che non volevano agevolare la diffusione delle slot machine e del gioco d’azzardo, quando la patologia della dipendenza da gioco risulta essere fra le più diffuse e preoccupanti in questo momento storico?

Ci sembra incredibile che abbiate potuto ideare questa ignobile proposta per tornare ai sistemi usati nella “guerra dell’oppio”, dove gli inglesi imponevano il consumo della sostanza ai cinesi per garantirsi un’inesauribile ricchezza, alle e sulle spalle di poveri diavoli costretti a diventare oppiomani pur di arricchire le casse della Regina!

Come rappresentante delle Istituzioni si vergogni senator Gentile, questi sono atteggiamenti criminali, non i nostri!

E se poi volesse querelarci per averle dato del bugiardo e del criminale, siamo a sua completa disposizione e pronti ad una controquerela.

Con la speranza di non vederla nelle prossime legislature e augurandole un 2014 uguale a quello che lei ha fatto passare (con la sua ideologica difesa della finigiovanardi) a decine di migliaia di persone, le inviamo i nostri saluti, anche se poco cordiali.

Direttivo ASCIA

Vogliamo riprendere la notizia del tragico incidente accaduto in Sicilia sulla Palermo-Sciacca (link), perché potrebbe essere un caso emblematico nel caso fosse approvato il reato di omicidio stradale e della conseguente immediata criminalizzazione di chiunque sia trovato positivo alla cannabis dopo un incidente.

Senza sapere ancora le cause e le responsabilità, è bastato che uno dei conducenti risultasse positivo alla cannabis (gli avranno fatto veramente le analisi del sangue o il test retroattivo delle urine?) e tutti i media ne hanno dato notizia come se la sua responsabilità fosse automaticamente certa.

Non si sa ancora esattamente la dinamica dell’incidente, di chi sia la responsabilità, potrebbe essere stato a causa della forte pioggia o delle condizioni del manto stradale (la Palermo-Sciacca è stata teatro di innumerevoli incidenti mortali), oppure addirittura dovuta alla distrazione dell’altra auto (condotta da un 78enne), oppure ad un guasto meccanico, ma il linciaggio mediatico esplode al volo.

Nel coro generale di strumentalizzazione non poteva mancare la voce tuonante del nostro persecutore per eccellenza, il sen. Giovanardi (è più forte di lui), non aspettava occasione migliore per dimostrare quanto ‘pericolosi’ siano la cannabis e i suoi consumatori, ecco il suo comunicato:

L’ultimo tragico episodio di cronaca dovrebbe indurre ad un dignitoso silenzio tutti coloro che continuano a straparlare della differenza tra il consumo fra droghe cosiddette pesanti o leggere. L’uomo che ieri a Palermo, nell’ennesimo tragico incidente stradale, ha causato cinque morti e due feriti, distruggendo la sua famiglia e altri due innocenti automobilisti, guidava sotto l’effetto della cannabis ed aveva precedenti per detenzione e spaccio di droga. E’ ora di finirla con messaggi ambigui e distorti che imbrogliano i giovani confondendoli su una verita’ ormai scientificamente accertata: la droga, qualsiasi tipo di droga rovina la vita di chi ne fa uso e mette a rischio anche la vita di chi non ne fa uso”.

E’ stata una tragedia immensa della strada, il conducente incriminato è in coma, ha perso la madre, la moglie, un bambino di 2 anni, e l’altro bambino si trova con la famiglia distrutta, ma Giovanardi non ha aspettato neanche di sapere con certezza le responsabilità nell’incidente, prima di dar fiato alle sue corde vocali, nella fretta di strumentalizzare vergognosamente una tragedia umana della strada così drammatica.

Proprio lui, artefice della legge che ha procurato il maggior numero di detenuti nelle carceri italiane, in gran parte persone innocue, tenta, ancora una volta, di sfruttare una dolorosa tragedia della strada per criminalizzare spropositatamente la categoria di chi fa uso di cannabis, etichettandoli come persone socialmente pericolose alla guida, per giustificare la durezza eccessiva della sua legge (che lui comunque considera “la più permissiva d’Europa”), e non ha neanche aspettato che vi fossero risultati sicuri delle analisi tossicologiche che dimostrassero che il conducente fosse effettivamente sotto l’effetto della cannabis al momento dell’incidente.

Che dire, allora, della lunga lista di incidenti provocati da chi era alla guida sotto l’effetto di alcoolici (effetto certo), se fosse usata per richiedere (ingiustamente) la criminalizzazione di tutta la categoria di chi beve anche solo un bicchiere di vino? o addirittura questo vino lo abbia bevuto una settimana prima? E’ evidente che per l’alcool è utilizzata una politica diversa (visto che è legale) che tiene conto del contenuto alcolemico, che è di gran lunga più razionale ed anche se non perfetta, permette di appurare le condizioni di chi guida.

Ad esempio, nella lunga lista di incidenti provocati dall’alcool e droghe, ci viene in mente un altro analogo tragico ed emblematico episodio, accaduto a Savona alla fine di giugno 2013, in cui un Carabiniere ubriaco e positivo alla cocaina investe e uccide un anziano: http://www.ivg.it/2013/06/carabiniere-investe-e-uccide-anziano-ubriaco-e-positivo-alla-cocaina/

Leggendo i commenti a tale articolo in ordine cronologico, si può notare come alcuni, estendendo le responsabilità del singolo, tendano ad infangare l’intera categoria dei carabinieri e delle forze dell’ordine, e come altri (soprattutto colleghi) pur condannando il comportamento irresponsabile della guida in stato di ebbrezza da alcool e coca, giustamente si difendono dalla generica criminalizzazione indiscriminata di tutta la categoria.

Si potrebbe strumentalizzare questo tragico episodio del carabiniere per chiedere a gran voce le analisi tossicologiche delle urine obbligatorie periodicamente per tutti gli operatori nelle forze dell’ordine, e controlli sull’alcool durante il servizio, visto che oltre che guidare i veicoli di servizio portano anche armi da fuoco, penalizzando tutta la categoria per le responsabilità di un singolo.

Ed a qualcuno piacerebbe chiedere, ancor più “logicamente”, che tali analisi tossicologiche retroattive vengano rese obbligatorie per tutti i deputati e i senatori, visto che hanno la grande responsabilità di dover decidere per una nazione intera, provocando delle vere e proprie catastrofi nel caso di errori (come per la Fini-Giovanardi).

I consumatori di canapa, con l’inadeguatezza delle analisi delle urine, che rivelano solo un uso precedente, possono incappare nel reato penale (art.187 cds, guida sotto effetto di sostanze stupefacenti) per un normale controllo stradale o addirittura qualora vengano coinvolti, anche senza nessuna responsabilità, in un’incidente stradale anche se guidavano in stato di sobrietà completa.

Questa persecuzione netta ed a senso unico contro la cannabis la possiamo ritrovare nella proposta di legge di inziativa popolare per inserire nel codice penale il reato di ‘Omicidio Stradale’ (http://www.omicidiostradale.it/).

La proposta è quanto di più emblematico nell’ambito della cannafobia e si può notare nella prefazione della proposta quando scrivono: “Se invece uccidi un ragazzo di 17 anni, invadendo la sua corsia e investendolo in pieno perché ti sei messo alla guida positivo alla cannabis e con un tasso alcolemico che supera di 3 volte il limite di legge (significa aver bevuto 15 birre o 2 bottiglie di vino, non solo non vieni arrestato subito, ma in carcere non ci andrai mai.

Si può notare con quanta malafede si nomini esclusivamente la cannabis (come se fosse la più pericolosa delle droghe), e con quanta altrettanta malafede viene paragonata la ‘gravità’ dell’assunzione di cannabis (anche se pregressa, visto che attraverso le analisi delle urine risalogno anche a consumi di settimane prima) con l’assunzione di “….15 birre o 2 bottiglie di vino”.

Se non è malafede e palese ignoranza fare un simile accostamento. Per chiunque beva 15 birre o 2 bottiglie di vino è totalmente irresponsabile mettersi alla guida.

Come si può paragonare tutto ciò con l’assunzione di uno spinello magari fumato giorni e giorni prima?

La cosa più assurda è che, in caso fosse approvata una legge di questo tipo (ma non ci risulta ne presentata ne in discussione per fortuna), la condanna non verrà data in base alla gravità del danno, ma semplicemente associata all’uso di cannabis (o altre sostanze) riscontrata dalle analisi.

Quindi se una persona guida a 200km all’ora nel centro cittadino, brucciando tutti i semafori e facendo una strage di pedoni sarà ‘semplice’ omicidio colposo, se invece ad un altro indipendentemente dalle sue responsabilità nell’incidente, vengono riscontrare tracce di cannabinoidi è il responsabile assoluto e sarà omicidio stradale, anche se è stato coinvolto nell’incidente da altri o addirittura era fermo allo stop.

E’ oramai appurato che la cannabis è la sostanza meno pericolosa alla guida, rispetto alle altre sostanze illegali e legali, almeno che non venga consumata assieme ad alcolici, in quel caso la cannabis ha lo spiacevole incoveniente di causare un aumento degli effetti alcolici, si è quindi sotto un effetto maggiorato dell’alcol, ed è proprio l’alcol la sostanza più pericolosa alla guida e la più responsabile degli incidenti stradali (non in assoluto ma rispetto alle altre sostanze).

La cannabis utilizzata da sola invece secondo diversi studi non aumenta le possibilità di incidente, anzi potrebbe diminuirla, essendo l’alta velocità una delle maggiori cause dei sinistri, e l’uso di cannabis fa notoriamente ‘andare più piano’.

Sicuramente gli incidenti stradali sono un grande problema, ma è evidente che si cerca di colpevolizzare dei comportamenti che potrebbero non aver influito assolutamente nell’incidente stesso, cercando di trasferire la responsabilità esclusivamente all’uso della sostanza, escludendo a priori altri fattori, come le condizioni della strada, mettendo a tacere chi chiede strade sicure, e mettendo al riparo dalle critiche chi si occupa delle gestione delle strade. Ed infatti era di poco tempo prima una protesta dei residenti nei paesi che si affacciano sulla Palermo-Sciacca per chiedere interventi che mettessero in sicurezza la strada visto l’alto numero di incidenti stradali mortali, ma tutto questo è stato messo a tacere, “perchè la colpa è della cannabis”.

Pierpaolo Grilli, Giancarlo Cecconi, Davide Corda – ASCIA

Ci sono tre proposte di legge in discussione alla Commissione Giustizia della Camera e, a quanto sembra, a breve tempo ci sarà anche il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità della Fini-Giovanardi, due scadenze che vengono attese con ansia da noi, ma anche da tutti coloro che da sempre sostengono la legge, causa prima ed assoluta di una inspiegabile ed assurda repressione contro i consumatori di cannabis.

Ci siamo impegnati a tenere informati, facendo sentire il nostro punto di vista, i membri della Commissione Giustizia su tutto quello che riteniamo necessario per una obiettiva valutazione sul fenomeno del consumo, sulla necessità di regolamentarlo e soprattutto nel fornire dati ed elementi che confutino le tesi ambigue, false e fuorvianti portate a difesa dell’apparato repressivo dalla solita Armata Brancaleone, guidata dal firmatario della legge (il nostro mai sufficientemente disprezzato senatore Giovanardi), dalla sua creatura (il DPA) guidato dalla pregiudiziale ideologica del dott. Serpelloni e dalla solita truppa di servizio al soldo dell’uno o dell’altro.

Un’armata che in quanto a qualità combattive risulta invidiabile per la spocchia e la sicumera che impongono, che di disponibilità finanziarie con cui lanciare la Crociata ne dispone in quantità, ma che manca di un elemento importante quando si conduce una battaglia: la credibilità del messaggio che giustifichi l’azione!

Prima è sceso in campo Giovanardi a Radio 24.it e al convegno della LUISS riproponendoci la solita voluta confusione con il suo slogan preferito: “le droghe sono tutte uguali“, nel momento storico e sociale in cui tutto il mondo avverte l’urgenza di un cambiamento di rotta almeno nei confronti delle “droghe leggere”.

Poi è stato il turno del dott. Serpelloni all’audizione della Commissione Giustizia, che ogni mese aggiorna, in base a non si capisce quali studi o criterio, la percentuale di THC contenuto nella cannabis e continua incoscientemente ad evitare il discorso della prevenzione intesa come educazione sull’uso e sull’abuso, come avviene per alcol e tabacco, privilegiando invece quello della repressione, che tanti soldini fa girare con le comunità di recupero!

Ed infine ecco all’attacco la fanteria, con i soliti gruppi integralisti che non permettono alcun confronto sul tema e che delle sante parole del caro senatore e del DPA ne fanno vangelo con cui convincere le masse!

Segnaliamo a questo proposito l’articolo con cui L’Avvenire apre un’inchiesta sulle droghe leggere, consigliando la lettura solo a chi ancora crede nelle fate o in babbo natale, perché per tutti coloro che invece non vivono più di piacevoli menzogne, risulta spregevole e strumentale l’utilizzo di argomenti drammatici per nascondere una realtà nazionale che, con la semplice regolamentazione per la coltivazione di poche piante ad uso personale, risolverebbe il problema del narcotraffico nostrano e di decine di migliaia di ingiusti processi e di altrettanto ingiuste carcerazioni.

Questa volta non lanciamo una mailbombing, ma se qualcuno volesse far pervenire alla redazione di “Avvenire” la propria indignazione e disgusto, questo è il contatto: lettere@avvenire.it

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Invitiamo i nostri utenti e soci ad ascoltare l’intervento del paladino dell’ideologia proibizionista Carlo Giovanardi, in occasione del convegno promosso dalla Luiss sul tema “droghe leggere tra libertà personale e tutela della salute”:

http://www.radioradicale.it/scheda/393811

E’ semplicemente sconcertante ascoltare un venditore di fumo (quello impalpabile, puzzolente e inconsistente), affannarsi e impappinarsi nel disperato tentativo di dare consistenza a teorie altrettanto fumose.

Alle constatazioni assolutamente logiche espresse e dimostrate con i fatti da Claudia Sterzi, il battagliero senatore non ha potuto far altro che confondere il tema dell’incontro mischiando come al solito l’uso di cocaina con quello di cannabis, dare false informazioni, come suo costume, continuando a farneticare di enormi buchi nel cervello dei consumatori, adottare esempi in totale antitesi con l’intelligenza arrivando a dire che per procurarsi l’erba si potrebbe addirittura arrivare ad uccidere i genitori e chiaramente, ribaltare in continuazione la frittata mettendo in fila una serie di concetti e affermazioni, sulla situazione carceraria, sulle legislazioni estere, sugli incidenti stradali e sull’uso dell’alcol, che presuppongono una spiccata predisposizione all’Alzheimer.

Ringraziamo comunque Claudia per aver cercato di esporre attraverso il buon senso le argomentazioni che ci stanno a cuore ed anche per averci dato la prova scientifica che Giovanardi, in quanto alieno, non avrà mai la capacità umana della comprensione e della logica!

Direttivo ASCIA

Negli ultimi giorni abbiamo trovato tre notizie che, messe insieme nell’ordine cronologico con il quale sono arrivate, si commenterebbero da sole, evidenziando la follia delle politiche antidroga che vengono attuate contro la canapa in Italia.

La prima notizia, del 6 ottobre 2013, da Terra Real Time, pubblicata sul web dal National Cancer Institute, è sulla conferma ufficiale delle incredibili proprietà terapeutiche antitumorali della canapa, e la conferma di quelle anti dolorifiche e di stimolazione dell’appetito, giusto per convincere i più duri di testa, sarebbe da mandarla al DPA da Serpelloni, visto che gli piacciono tanto gli studi condotti sui topi: http://terrarealtime.blogspot.it/2013/10/finalmente-e-ufficiale-la-cannabis-ha.html

La seconda notizia, da ADUC droghe del 11 ottobre 2013, riguarda un altro blitz di setacciamenti coi cani antidroga verso gli studenti siciliani, per proteggerli da se stessi ed informarli delle conseguenze giuridiche dell’uso di droghe.

La “prevenzione” per i giovani studenti è proseguita e prosegue sugli stessi toni educativi: paura della legge e della polizia. Questa iniziativa di “prevenzione” e “setacciamento” studenti ha come fine di “informare” sulle conseguenze giuridiche dell’uso di droghe, non sui danni che può provocare.

Parlando solo per la cannabis, che però è la più diffusa, a me sembra che questo tipo di “prevenzione” sia dannosa per gli studenti che beccano “per il loro bene”, “informandoli” direttamente, con esperienza personale, sulle conseguenze giuridiche dell’uso di cannabis, trasformandoli, nello stesso tempo, in un esempio pratico, un ammonimento diretto, una lezione per tutti gli altri.

Questo tipo di pressioni psicologiche ed emotive sulla popolazione sono usate da tutte le forme dittatoriali (e sappiamo dalla storia come sono finiscono). Così facendo si invogliano molti ragazzi a diffidare psicologicamente della polizia e delle istituzioni (non che ce ne sia bisogno a quell’età) e a trasgredire ancora di più per ribellione, che è proprio tipico di quell’età. E, infatti, l’uso di cannabis tra gli studenti, è aumentato, nonostante (o forse grazie anche a) questi metodi di “prevenzione”, frutto delle illuminanti politiche antidroga (anticannabis) italiane, che non tengono conto della psicologia degli esseri umani adolescenti e della circolazione delle notizie sul web a proposito della canapa (per i proibizionisti tutte false e tendenziose).

La notizia  da ADUC droghe, della “caccia allo studente” coi cani antidroga a Catania, è del 11 ottobre 2013, mi sembra particolarmente dura.

Da ADUC droghe: http://droghe.aduc.it/notizia/cani+a…nia_128202.php

ITALIA – Cani antidroga a scuola in provincia di Catania

Dalle prime ore di stamane a Vittoria, in provincia di Ragusa, le unità cinofile del Nucleo carabinieri di Catania stanno passando a setaccio due istituti scolastici superiori alla ricerca di droga, seppur per uso personale, in possesso degli studenti. L’operazione si inquadra nel progetto “Sicurezza e legalità a scuola”, portato avanti anche quest’anno dalla Compagnia di Vittoria, che proseguirà nelle prossime settimane anche per mezzo di incontri con gli studenti per sensibilizzarli sulle conseguenze giuridiche derivanti dalle sostanze stupefacenti, che già lo scorso anno avevano riguardato oltre 10 scuole della giurisdizione. Le unità cinofile hanno effettuato controlli a campione presso la Stazione dei pullman di Vittoria su tutti i mezzi provenienti ed in partenza da/per Catania e Palermo alla ricerca di droga e refurtiva.

La terza notizia, sempre da ADUC droghe del 12 ottobre 2013, ci illustra bene le preoccupazioni dei proibizionisti più “carismatici” riguardo la proposta di legge Farina, che è entrata nel dibattito della Commissione Giustizia della Camera, al punto da lanciare una grande mobilitazione per scongiurare il rischio che l’uso e la coltivazione ad uso personale vengano legalizzati: http://droghe.aduc.it/notizia/san+patrignano+no+legalizzazione+cannabis_128220.php

ITALIA – Da San Patrignano no a legalizzazione cannabis

12 ottobre 2013 –  Un appello ”a tutta la società civile, alle associazioni e a tutte le comunità affinché si oppongano alla proposta di legge di Daniele Farina che vuole modificare alcuni aspetti del testo unico sulle droghe e alle altre proposte depositate in Parlamento orientate alla legalizzazione dello spaccio ed anche della coltivazione di cannabis. Serve la mobilitazione di tutti affinché questo tipo di proposte non passino”. E’ l’appello lanciato dal senatore Carlo Giovanardi che ha partecipato alla giornata conclusiva di Wefree Day a San Patrignano. Si tratta, secondo Giovanardi, di una propaganda ”che agisce ora con due strumenti, il referendum promosso da radicali e alcune associazioni (tra cui, incomprensibilmente, qualche comunità), e la proposta di legge presentata da Daniele Farina e altri su cui ho già presentato due emendamenti. La proposta prevede la depenalizzazione anche per la produzione e la cessione di piccoli quantitativi di cannabis, concetto ovviamente opinabile nella misura ma soprattutto che permetterebbe lo spaccio mediante il frazionamento” Contro la legge Farina si è espresso anche Maurizio Gasparri, anche lui ospite di San Patrignano: ”si tratta di un evidente tentativo – ha detto – di far passare surrettiziamente i contenuti del referendum radicale, ma senza sostenere gli sforzi per la raccolta di firme. Purtroppo il rischio che si raccolgano i numeri per l’approvazione c’è e per questo serve una campagna di mobilitazione che coinvolga comunità, ricercatori, opinione pubblica e mass media, Rai in primis”. Alla giornata conclusiva dei Wefree Days, con il forum ‘L’ insostenibile leggerezza della marijuana’, è intervenuto anche Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento antidroga della presidenza del Consiglio, che ha lanciato l’allarme sulle nuove droghe, che sono ”accessibili tramite smartshop e soprattutto in rete anche nei paesi come il nostro dove sono vietate, il che ci consente almeno di effettuare arresti e sequestri per chi opera questo tipo di commercio. Sono circa 280 le molecole commercializzate in rete, tra le circa 500 che sono state sintetizzate, in genere nell’ambito dei processi di ricerca e produzione farmacologica come prodotti di scarto”.

Quanta paura per una pianta medicinale dagli effetti terapeutici miracolosi, a bassissima tossicità, (quasi nulla) e dagli enormi potenziali in tutti i campi!

Quanta paura del suo benefico effetto psichico, bersaglio primario del loro moralismo!

Secondo i proibizionisti produce un non ben dimostrato danno. Sarà perché fa diventare, al contrario di loro, più buoni e più sani?

Pierpaolo Grilli – ASCIA

Questa notizia da ADUC mi stimola delle riflessioni sulla necessità di educare meglio la popolazione alla tolleranza e alla benevolenza:

Una scheda impregnata di aroma di marijuana sara’ distribuita questa settimana tra gli abitanti di Amsterdam e altre tre citta’ del sud del Paese perche’ gli stessi riconoscano l’odore e sporgano denuncia.

In questo modo sara’ facile individuare piantagioni illegali e denunciarne i possessori.

Gia’ nel 2010 fu fatto un esperimento simile a Rotterdam e a L’Aja grazie alla collaborazione dell’Associazione degli Operatori di Energia con l’amministrazione e la polizia.

 

Siccome la coltivazione ha bisogno di luce continua c’e’ il rischio di incendio, mentre le compagnie elettriche “perdono qualcosa come 200 milioni di euro all’anno per bollette non pagate”, secondo Martijin Boelhouwer, portavoce dell’associazione.

 

Nel contempo, le forze dell’ordine calcolano che “il 90% di questa produzione e’ venduta a stranieri e per farlo vengono create organizzazioni criminali”. “La vendita di marijuana si mescola con quella delle droghe pesanti, e’ c’e’ sempre piu’ mano d’opera economica che viene dall’est dell’Europa, che e’ disponibile in merito”, cosi’ come e’ scritto nella pagina web della polizia che presenta l’iniziativa.

 

La coltivazione e’ di per se’ semplice: ha bisogno di acqua, luce e una temperatura calda e costante.“Le si trovano in ambienti particolari, attici, cantine, capannoni, edifici industriali, serre dedicate alla produzione agricola, campi di mais, giardini privati, parchi, granai, contenitori vari e imbarcazioni, da Delfzijl (nord) a Maastricht (sud)”. Per questo c’e’ bisogno della collaborazione dei cittadini.

 

La scheda e’ facile da usare: 20X30 centimetri e di colore verde, c’e’ solo da strofinarla per sentire il caratteristico odore della droga. Un numero della polizia a cui si puo’ chiamare in forma anonima, completa il tutto.

L’anno scorso le forze di polizia hanno individuato 5.000 coltivazioni illegali. Le coltivazioni si stima che siano tra 30 e 40 mila, il numero piu’ alto di tutta Europa.

Commento:

Certo che incoraggiare i cittadini a fare la spia alla polizia contro altri cittadini, eticamente non è un bel segno di cultura liberale. Ha il sapore di una metodologia di ricerca poliziesca di tipo nazista. Ricordo che questa iniziativa era stata presa anche in Inghilterra, mesi fa. E’ strano che, da un lato, si noti un generale riconoscimento, a livello internazionale, del fallimento della War on Drugs e poi, proprio questi stati, si accaniscano contro la coltivazione di canapa, con tali modalità di istigazione a fare la spia al prossimo, il quale, se è solo un autocoltivatore per uso personale, nel fatto in se, non nuocerebbe a nessuno, se si pagasse il consumo di energia elettrica.

E se fosse legale coltivare annualmente poche piante alla luce del sole, per la scorta annuale personale, gli autocoltivatori non sarebbero costretti a coltivazioni indoor nascoste così diffuse, con conseguente minor consumo di energia elettrica.

Diverso è il discorso per le coltivazioni su larga scala destinate alla vendita, che hanno interesse a sfornare più erba possibile da vendere anche d’inverno.

Ma stimolare i cittadini a fare la spia per l’odore significa voler colpire tutte le differenti categorie di coltivatori di canapa, compresi coloro che se la autoproducono per se stessi e, in realtà, sottraggono soldi al mercato nero.

Con questi metodi nazisti di perseguitare, gli autocoltivatori per uso personale possono essere anche esposti facilmente alle cattiverie di chiunque, per esempio un vicino col quale abbiano litigato, o qualche persona intollerante di idee politiche opposte, che potrebbe addirittura fare una bastarda segnalazione ANONIMA anche senza sentire nessun odore, così, tanto per vendicarsi o per levarsi una vile soddisfazione, tanto chi li controlla gli spioni, se la segnalazione è anonima?

Sembra proprio un modo di ottenere un gran numero di arresti col minimo sforzo di indagine, indiscriminatamente su chiunque coltivi con qualsiasi finalità e indipendentemente dal reale grado di pericolosità sociale, una persecuzione dal sapore nazista, appunto. Per la popolazione è diseducativa alla tolleranza di chi anche se diverso, non fa del male.

Le forze di polizia olandesi e inglesi, per svolgere bene il loro servizio dovrebbero lavorare meglio ed indagare, per perseguire chi è veramente pericoloso, non per beccare facilmente (e troppo spesso soprattutto) chi è innocuo.

In Italia attecchirebbe benissimo, visto quanto hanno già diseducato la popolazione, già ci sono troppe spie spontaneamente, se introducessero pure questa barbarie delle schede con l’odore per riconoscere la canapa e il numero di telefono della polizia per le segnalazioni anonime, potenzierebbero uno sterminato esercito di persone vili e ignoranti, già educate all’intolleranza: forse non l’hanno ancora fatto (Giova & Co.) perché non ci sono ancora carceri e comunità di recupero sufficienti a contenere l’esercito degli arrestati che deriverebbe dalle innumerevoli segnalazioni, dovrebbero cominciare a rinchiudere la gente dentro gli stadi, o nelle fabbriche chiuse. Proprio come si fa dopo un colpo di stato.

Educare la popolazione più ignorante alla viltà e all’intolleranza, non è mai saggio, non è per niente un gesto di civiltà, né di benevolenza, ma, al contrario, di prevaricazione e di odio e la Storia ci insegna che portano sempre cattivi frutti, spesso catastrofici.

Pierpaolo Grilli – ASCIA

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